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E’ passato un anno da quando anche in Italia, come nel resto d’Europa, è possibile effettuare tecniche di medicina della riproduzione con donazione di ovociti o di spermatozoi. Un’apertura ottenuta grazie a numerose sentenze di tribunali civili e amministrativi, della corte costituzionale e della Corte Europea dei diritti dell’Uomo, i cui frutti sono un successo del diritto dell’autodeterminazione dell’individuo e del progresso scientifico.

In questo clima mutato, il primo impegno per tutti i centri italiani è stato quello di raggiungere al più presto lo standard elevato dei centri europei.

La possibilità ridata alle coppie italiane di non dover più partire per l’estero si deve, infatti, concretizzare dando lo stesso tasso di successo che i centri esteri offrono e che oggi è superiore al 50%, in termini di “bambini in braccio”.

I casi di successo soprattutto nelle ovodonazioni sono così alte perché ad una buona preparazione della cavità uterina si unisce il trasferimento di un embrione di alta qualità.

Quindi per raggiungere una percentuale di successo così alta l’importanza di utilizzare ovociti donati di alta qualità è chiaramente fondamentale.

Si intuisce che dopo 10 anni di “proibizionismo” la stessa sensibilità alle donazioni è assente e non certo per insensibilità da parte delle donne italiane, ma soprattutto per una non conoscenza del problema.

Dunque se da una parte, pur con tante difficoltà, si è cominciato a diffondere tale possibilità, dall’altra si è cercato di valorizzare le esperienze degli altri paesi.

In un’epoca di globalizzazione mondiale in cui sempre più spinto è il processo di interdipendenze economiche, sociali, culturali, politiche e tecnologiche, confrontarsi con altre realtà Europee e non, dove è rilevante la donazione ovocitaria, in termini di qualità, è sicuramente una garanzia operativa.

Oggi il nostro Centro di Livorno fa parte di un Network Italiano che collabora con un centro di Kiev per dare alle coppie italiane un tasso di successo superiore al 60%.

Le coppie dopo un approfondito studio giungono cosi al transfer di embrioni allo stadio di blastocisti (5° giorno dal concepimento), senza più dover prendere voli della speranza.

Il network è costituito dal Centro Genesy di Palermo per il sud Italia, dal CRPO di Livorno per il Centro Italia e da Ovodonazione Milano per il Nord.

Gli ovociti vengono donati da una donna che non ha superato i 30 anni, che ha già partorito e che ha superato tutti i controlli genetici, infettivologici previsti dall’istituto Superiore della Sanità.

Gli Ovociti vengono fecondati con gli spermatozoi del partner. Gli embrioni così ottenuti sono trasferiti nell’utero della donna ricevente. Cosa succede da questo momento in poi ?

Il partner ha “messo” il suo spermatozoo con il suo 50% del patrimonio genetico, ma incredibilmente la donna mette molto di più, in fondo come sempre!

Non è semplicemente un’incubatrice “passiva”.

Oggi siamo perfettamente a conoscenza che la madre condiziona l’espressione dei geni del figlio attraverso l’ambiente biochimico, nonché emotivo, che la caratterizza e che è sempre Unico in ogni gravidanza.

Non è importante solo il tipo di geni che si ereditano ma quanti di loro si esprimono e come.

Esiste, infatti, una grande variabilità nel modo di come i geni si esprimono.

Penetranza ed espressività sono appunto concetti genetici che indicano la grande variabilità tra un individuo ed un altro.

Per dare l’idea di questo concetto si potrebbe dire che un ovocita fecondato con lo stesso spermatozoo può dare vita a due bimbi, in parte diversi, a seconda della madre che riceve quell’embrione.

E di certo ha grande rilevanza il concetto di “Grembo Psichico”, in riferimento alla capacità di amare di ogni donna. Da quel momento, nove mesi dunque essenziali per creare un legame profondo, fisico ed emotivo.

A ciò si aggiunga che per la legge Italiana il figlio è di chi lo partorisce e che l’allattamento sigilla ogni appartenenza con quel bambino pur concepito da un uovo donato.

Leggi l’articolo del 14/04/2016 con l’intervista al Dott. Valenti Eterologa possibile anche in Italia: Basta ai voli della speranza

REFERENTE: GRUPPO BIOTEXCOM
 
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